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FONDAZIONE PONTEDERA TEATRO
è accreditata come Agenzia Formativa presso la Regione Toscana con il Codice PI0350 e presso la Regione Autonoma della Sardegna (Macrotipologia B) con il Codice A00193, è certificata per la Qualità in conformità alle norme ISO 9001: 2008
 
LA FORMAZIONE NEL TEATRO DI INNOVAZIONE

Analisi dei fabbisogni formativi

Carla Pollastrelli
29/5/2008
23/05/2011   Aggiornamento

30/06/2011     Rielaborazione


PREMESSA/PRESENTAZIONE
A cura di Carla Pollastrelli, Direttore dell’Agenzia Formativa

1.    Settore oggetto di indagine: il Teatro di Innovazione

Quando nel 1974 prese vita il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale,  Pontedera era una cittadina esclusivamente “industriale”. La presenza e l’evoluzione di questa istituzione, ben presto un riferimento per il teatro d’innovazione in Italia e all’estero, sembrava non poter mutare la natura di Pontedera: città industriale, e basta. Le centinaia e centinaia di persone – spettatori, giornalisti, studiosi - che arrivavano per assistere agli spettacoli, ai festival e ai convegni, oltre agli artisti invitati alle produzioni e ai giovani allievi partecipanti ai progetti di formazione, sembravano presenze familiari e “interessanti” solo per osti e albergatori. Solo in anni recenti la Municipalità stessa ha nominato tra le qualità distintive della città la “produzione di cultura”, grazie soprattutto alle attività del teatro. Oggi Pontedera è conosciuta per la Piaggio e per il Teatro.
Racconto questa storia perché conferma che i centri innovativi di eccellenza danno vita a processi di sviluppo, economico, culturale e sociale, che trasformano le potenzialità e la vivibilità del territorio.
La Fondazione Pontedera Teatro (dal 1999 nuovo assetto statutario del C.S.R.T.)  da anni fa parte della rete dei Teatri Stabili d’Innovazione per la Ricerca, riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Per “teatro di innovazione” si intende una forma di teatro che si pone come arte autonoma, non sussidiaria della letteratura drammatica. Caratteristica di tale teatro è la “scrittura sulla scena”, in cui l’attore è il creatore principale – in osmosi con il regista - dello spettacolo. L’attività della ricerca e sperimentazione teatrale è caratterizzata da una particolare attenzione al rinnovamento del linguaggio teatrale, alle nuove drammaturgie ed alla integrazione delle arti sceniche. Ulteriori elementi peculiari sono la multidisciplinarietà del linguaggio scenico e l’uso frequente di spazi non convenzionali.
Il teatro di ricerca ha costituito un formidabile fattore innovativo sin dagli anni Sessanta, valorizzando nuovi talenti attoriali, nella regia e nella ricerca sullo spazio scenico, sviluppando un patrimonio di opere che fanno parte della storia del teatro del secondo Novecento. Tuttavia le tradizionali scuole d’arte drammatica formano attori e registi essenzialmente per il teatro di repertorio, non rispondendo alla domanda di formazione e di aggiornamento per il teatro d’innovazione.
L’attore nel teatro di innovazione deve non solo padroneggiare gli elementi tecnici (relativi al movimento, all’uso della voce, all’interazione con i partner nello spazio scenico) di un artigianato naturalmente multidisciplinare, ma saper sviluppare la capacità di elaborare teatralmente le proprie “immagini” e quei fattori capaci di stimolare le sue potenzialità creative.
Connaturata al teatro di innovazione è l’idea che la formazione sia un processo continuo di aggiornamento di competenze, essenziale per la crescita consapevole di attori professionisti.
Da questi riferimenti emerge la necessità del teatro come “laboratorio”: come spazio/tempo per la ricerca pratica, sistematica sull’artigianato artistico, come ambiente dove la formazione non è disgiunta dalla crescita professionale e dalla produzione artistica.
 

2.    Motivazioni dell’indagine

Ogni ricerca si basa su una ipotesi, ma ogni ipotesi prima di orientare gli obiettivi è figlia di una piattaforma di conoscenze già acquisite e di una visione certo soggettiva del fenomeno generale in cui il particolare oggetto di ricerca si inscrive. In questo caso un progetto di pedagogia teatrale si inserisce in un panorama culturale e in una situazione dell’arte scenica e si propone di avanzare verso una nuova forma di quella “pedagogia dell’arte dell’attore” che è sempre stata sperimentale nella storia della cultura teatrale contemporanea.

Vorrei citare qui un brano da una ricerca  del Professor Piergiorgio Giacché che delinea un’idea di Teatro di Innovazione non come genere, ma come apertura verso il futuro e indica obiettivi alti per la formazione.
“L’attesa e la necessità di una nuova stagione – dopo una lunga Stagione che è per davvero passata alla Storia – non solo influenza il mio modo di fare ricerca e intervento nel contesto teatrale, ma anche – io credo – le nuove proposte pedagogiche, almeno quelle che non si limitano alla trasmissione di consolidati saperi ma puntano alla sperimentazione di nuovi metodi didattici e di nuove libertà poetiche. Quelle cioè che pur avvantaggiandosi delle esperienze e conoscenze fin qui acquisite, non ripetono un modo ordinario e per così dire tradizionale di fare scuola (e molti teatri di sperimentazione fanno da tempo ‘scuola’ in modo tradizionale), ma tentano variazioni dei modi didattici e dei modelli organizzativi e scommettono su innovazioni non prevedibili. (…) Ovvero l’innovazione intesa come un divenire in gran parte non prefigurabile, come scommessa e apertura verso un teatro futuro o meglio – in un caso di corsi di formazioni per attori – di un attore non solo adeguato al teatro del presente ma anche potenziale inventore o interprete di un teatro diverso”.

L’esigenza di sperimentare nuovi metodi didattici per il Teatro di Innovazione fa sì che ogni progetto formativo sia una sorta di prototipo propositivo che orienta i fabbisogni più che interpretarli. Oltre all’attività di formazione, altri ambiti istituzionali di attività della Fondazione Pontedera Teatro sono la produzione di spettacoli, l’organizzazione di festival, di stagioni teatrali, di programmi di cultura teatrale; questa coesistenza ci permette di essere costantemente in rapporto e in dialogo con il mondo del lavoro (registi, attori, autori, tecnici, addetti alla produzione e programmazione), da un lato, e della fruizione, dall’altro, ovvero il pubblico generico, ma anche il pubblico professionale (critici, studiosi, studenti universitari).

Solo nella stagione 2010/2011 FPT ha ospitato:
20 spettacoli e 15 Workshop/seminari/incontri (a questi ultimi hanno partecipato complessivamente 250 persone) nell’ambito del  Festival 2010 TEATRO ERA; 
8 compagnie nell’ambito di Una Stagione per la Toscana;
4 compagnie all'interno della rassegna Il Teatro Era dei bambini;
ha ospitato inoltre, per periodi diversi, 4 compagnie in residenza.

Mentre la Regione Emilia Romagna si è dotata della Fondazione ATER Formazione (un progetto per lo Spettacolo e la Cultura), una struttura che, tra l’altro,  realizza puntuali report tramite gli Osservatori Culturali e monitora Fabbisogni e Offerta in tempo reale, la Regione Toscana - anche se ha partecipato al Progetto Interregionale “Osservatorio nazionale nel settore delle politiche per lo spettacolo” (2008/2009) - non dispone di report specifici per il settore. (vedi Appendice).
Sarebbe peraltro fuorviante utilizzare, ai fini di un’analisi dei fabbisogni nel settore del Teatro di Innovazione, dati e tabelle ISFOL che includono nella voce “attori” anche “registi, direttori artistici, sceneggiatori, scenografi” (vedi Appendice).

Tuttavia Fondazione Pontedera Teatro ha approntato anche strumenti propri, utili ai fini della rilevazione:
•    un indirizzario email di 437 nominativi dedicato a persone interessate a progetti di formazione;
•    focus group a cui partecipano associazioni, compagnie, sostenitori, partner; si tratta di incontri preliminari alla progettazione di interventi formativi (vedi incontri con i partner del Progetto Interregionale TEATRO presso la sede dell’AGIS a Roma il 21.12.2006 e il 26.03.2007; incontri con le 4 compagnie sostenitori del progetto TEATER il 5 e il 24 giugno 2008 al Teatro di Pontedera; incontri con i sostenitori del progetto PARNASO - risultato finanziabile, ma non finanziato - il 2.08.2010 al Teatro Era, il 21.09 a Firenze nella sede della Compagnia Virgilio Sieni, l’1.10 al Teatro Era, l’11.10 a Firenze presso la Compagnia Virgilio Sieni, il 18.10 presso il Teatro Grattacielo di Livorno). Nei focus group si definiscono i destinatari, si analizzano proposte di strutturazione progettuale, tempistica, modalità di realizzazione delle attività di stage;
•    interviste agli allievi a conclusione dei progetti formativi realizzati; gli allievi vengono sollecitati, tra l’altro, a proporre temi, moduli e modalità per eventuali progetti successivi. Le interviste fanno parte della documentazione allegata a rendiconto di ogni progetto.

Infine citiamo i dati sull’occupazione della Fondazione Pontedera Teatro negli anni 2009 e 2010. I dati si riferiscono esclusivamente al personale scritturato e non ai dipendenti a tempo indeterminato:
2009 - totale 99, di cui 70 artisti, 17 tecnici, 2 amministrativi/organizzativi, 10 maschere;
2010 - tot. 92, di cui 55 artisti, 28 tecnici, 1 amminis/organizzativo, 8 maschere.
I dati riportati sopra non necessariamente vanno interpretati come una contrazione del mercato del lavoro; spesso le variazioni dipendono dalla specificità di ogni progetto artistico e dalla programmazione.

CAPITOLO 1: Le professioni del teatro

1.    L’attore nel Teatro di Innovazione

Un elemento che emerge nell’analisi del contesto, è quello relativo alla precarietà del lavoro per i giovani artisti, diffusa nel teatro di innovazione e non solo, dove i contratti sono caratterizzati da scritture circoscritte al periodo della produzione; pertanto gli attori si trovano a dover fronteggiare anche lunghi periodi di inattività.

In questo senso, la formazione permanente diventa un investimento indispensabile per la crescita professionale. Da queste considerazioni emerge forte l’esigenza di una formazione in grado di rafforzare effettivamente l’occupabilità dei partecipanti e questo nel settore teatrale è possibile se la formazione diventa anche momento di produzione e se consente di entrare in relazione con altri artisti e altri teatri.

Da queste considerazioni, condivise da alcuni soggetti che da anni fanno parte della rete nazionale dei Teatri Stabili d’Innovazione per la Ricerca riconosciuti dal Ministero, e che quindi hanno maturato stabilità produttiva e progettuale, emerge la necessità di azioni formative integrate, specifiche per gli attori del teatro d’innovazione, considerando gli spettacoli stessi non solo come opere concluse, ma anche come tappe della maturazione artistica degli artisti coinvolti.
In questa logica, la formazione per attori nel Teatro di Innovazione ha bisogno di essere costruita per tappe, alternando fasi in aula, fasi di confronto con artisti e produzioni esistenti, sperimentazione pratica attraverso la produzione, che diventa essa stessa momento di formazione e auto-formazione, di crescita all’interno del percorso artistico di ricerca.

Questo approccio pedagogico è stato sostenuto dalla Fondazione Pontedera Teatro in oltre trent’anni di attività, nel corso dei quali la formazione si è intrecciata alla ricerca e alla produzione. Questo ha fatto di Pontedera Teatro un centro internazionale in cui giovani artisti trovano occasioni di formazione ad altissimo livello, a cui continuano a fare riferimento durante tutto il percorso professionale.
La Fondazione Pontedera Teatro ha sviluppato, infatti, sin dall’inizio della propria esperienza, la vocazione a essere luogo di formazione, produzione, incontro tra Maestri della scena e giovani generazioni di attori e registi, sostegno e accompagnamento per le produzioni emergenti. 
Un elemento che emerge nell’analisi del contesto, è quello relativo alla precarietà del lavoro per i giovani artisti, diffusa nel teatro di innovazione e non solo, dove i contratti sono caratterizzati da scritture circoscritte al periodo della produzione; pertanto gli attori si trovano a dover fronteggiare anche lunghi periodi di inattività.

In questo senso, la formazione permanente diventa un investimento indispensabile per la crescita professionale. Da queste considerazioni emerge forte l’esigenza di una formazione in grado di rafforzare effettivamente l’occupabilità dei partecipanti e questo nel settore teatrale è possibile se la formazione diventa anche momento di produzione e se consente di entrare in relazione con altri artisti e altri teatri.

Da queste considerazioni, condivise da alcuni soggetti che da anni fanno parte della rete nazionale dei Teatri Stabili d’Innovazione per la Ricerca riconosciuti dal Ministero, e che quindi hanno maturato stabilità produttiva e progettuale, emerge la necessità di azioni formative integrate, specifiche per gli attori del teatro d’innovazione, considerando gli spettacoli stessi non solo come opere concluse, ma anche come tappe della maturazione artistica degli artisti coinvolti.
In questa logica, la formazione per attori nel Teatro di Innovazione ha bisogno di essere costruita per tappe, alternando fasi in aula, fasi di confronto con artisti e produzioni esistenti, sperimentazione pratica attraverso la produzione, che diventa essa stessa momento di formazione e auto-formazione, di crescita all’interno del percorso artistico di ricerca.

Questo approccio pedagogico è stato sostenuto dalla Fondazione Pontedera Teatro in oltre trent’anni di attività, nel corso dei quali la formazione si è intrecciata alla ricerca e alla produzione. Questo ha fatto di Pontedera Teatro un centro internazionale in cui giovani artisti trovano occasioni di formazione ad altissimo livello, a cui continuano a fare riferimento durante tutto il percorso professionale.
La Fondazione Pontedera Teatro ha sviluppato, infatti, sin dall’inizio della propria esperienza, la vocazione a essere luogo di formazione, produzione, incontro tra Maestri della scena e giovani generazioni di attori e registi, sostegno e accompagnamento per le produzioni emergenti.  

2.    Gli altri operatori nel settore culturale/teatrale

Le considerazioni su esposte valgono in gran parte anche per i cosiddetti operatori attivi nel settore culturale e teatrale: ovvero preposti a funzioni di organizzazione, produzione, promozione, gestione di eventi, teatri, festival etc.
Anche in questo caso emerge una notevole mobilità caratterizzata da contratti di scrittura o a progetto.

Anche in questo caso la formazione, associata al tutoring di qualità, e al fatto di operare in un ambiente - in relazione sistematica con altri teatri quindi con il mondo del lavoro - in cui attività progettuale, produzione, ospitalità ad artisti e spettacoli, coesistono, offre una densità all’esperienza formativa volta a favorire l’occupabilità degli addetti.
In questo ambito la Fondazione Pontedera Teatro ha realizzato diverse azioni formative, non trascurando la funzione di incubatore d’impresa e impiegando talvolta, successivamente, le risorse formate. 

CAPITOLO 2: La formazione nelle professioni del teatro


Oggi, per essere all’altezza della sfida che il teatro di innovazione ci pone nell’ambito della formazione, bisogna essere in grado di contribuire alla ideazione di una ‘nuova’ pedagogia per un ‘nuovo’ attore che, alimentato da una “tradizione dell’innovazione”, possa intendere la sua formazione professionale come preparazione o apertura al teatro futuro.

Questo approccio, fatti salvi gli elementi metodologici e le conoscenze specifiche, dovrebbe informare anche la formazione per operatori attivi in ambito teatrale e culturale, rafforzandone la capacità di interagire nella contemporaneità avendo elaborato gli strumenti atti a interpretare la domanda culturale emergente.

Nell’ottobre del 2008 è stato inaugurato il Teatro Era: nuova sede, di proprietà del Comune, della Fondazione Pontedera Teatro. Si tratta di una struttura polifunzionale con una grande sala con 500 posti ad assetto variabile, una sala minore con 100 posti, 2 sale prova, una biblioteca/archivio, uffici, una piccola foresteria. È uno spazio prototipo pensato per il teatro di innovazione: per la ricerca, la formazione, la produzione, i progetti di cultura teatrale, gli scambi internazionali.
In questi tempi di crisi e di tagli drastici ai finanziamenti per la cultura, l’inaugurazione di un teatro nuovo, con la moltiplicazione di attività artistiche, culturali, pedagogiche, produttive che comporta, è una notizia.

L’inaugurazione del nuovo Teatro Era ha aperto prospettive importanti sia rispetto alla possibilità di impiego di nuove leve di attori e operatori che rispetto all’articolazione di nuovi progetti di formazione.
Inoltre la Fondazione Pontedera Teatro, attraverso la propria rete di relazioni con altri teatri, festival e compagnie attive a livello nazionale, favorisce con lo scambio di informazioni, contatti e incontri l’occupabilità degli allievi formati, sia attori che operatori.

CAPITOLO 3: Offerta formativa

La Fondazione Pontedera Teatro conta quasi trenta anni di esperienza nell’ambito della formazione per il teatro, tanto da essere considerata uno dei centri più importanti in Italia per la formazione di giovani artisti. In particolare i progetti formativi si rivolgono a:
•    giovani attori
•    attori già attivi con l’esigenza di approfondimenti specialistici
•    operatori attivi nell’ambito della progettazione, produzione, organizzazione, promozione in campo teatrale e culturale.
Sono stati sperimentati con esiti estremamente positivi percorsi integrati e modulari con approccio laboratoriale alla produzione per la scena (o tramite la metodologia del project management nel caso della formazione per operatori), che alternano momenti di teoria e di pratica, approfondimenti specialistici ed esperienze di stage.
Moduli di approccio all’autoimprenditorialità sono previsti sia nei percorsi per attori che per operatori.
Sia nel caso di percorsi formativi per attori che per operatori sono previste inoltre, nella struttura progettuale, Visite Guidate a teatri, festival, centri culturali per favorire l’incontro con il mondo del lavoro e con le realtà produttive e di promozione.

È stato sperimentato con successo un progetto di riqualificazione professionale (TEATER, 2009) teso a valorizzare e rafforzare le competenze professionali e progettuali degli attori impegnati in gruppi, associazioni e compagnie attive nel territorio provinciale. Si è trattato di un intervento formativo rivolto ad allievi motivati che hanno trovato nella Fondazione Pontedera Teatro un luogo in grado di orientare, formare ed accompagnare le competenze e le abilità specifiche proprie degli attori e delle compagnie in un’ottica di “incubatore d’impresa”. Il progetto è stato pensato nell’interazione tra formazione, autoimprenditorialità e territorio con la finalità di migliorare le opportunità di occupabilità e di sviluppo professionale degli attori e dei gruppi teatrali e culturali della Provincia di Pisa. Già in fase progettuale erano stati individuati dei Sostenitori con i quali è stata realizzata un’attività di ricognizione nel territorio provinciale.

I percorsi formativi proposti da Fondazione Pontedera Teatro ricevono normalmente un numero significativo di domande di iscrizione, qui di seguito trascriviamo i dati degli ultimi progetti:
2009 Progetto TEATER – Teatro d’Innovazione e Territorio: Percorsi di riqualificazione professionale, 36 domande per 12 posti (il numero inferiore rispetto ai precedenti era dovuto al fatto che il progetto si rivolgeva a destinatari in parte semi-occupati);
2007/8 Progetto Interregionale TEATRO – Percorsi Innovativi di Alta Formazione, 149 domande per 12 posti;
2006 Corso/progetto LEAR – Tre Visioni per un re Lear, 94 domande per 12 posti;
2004 – 2005 Corso/Progetto PINTER, 49 domande per 12 allievi del percorso per attori e 6 allievi del percorso per operatori.


Infine segnaliamo qui di seguito gli ultimi progetti realizzati i cui risultati sono serviti anche come base per l’analisi degli interventi successivi e di prossimi progetti:

Progetto EST-OVEST – I mestieri della Cultura, presentato dalla provincia di Pisa sull’Asse transnazionale del POR, di cui era coordinatore organizzativo e amministrativo il CinemaTeatro Lux di Pisa. Fondazione Pontedera Teatro ha partecipato come Partner. Il progetto si è concluso il 7 ottobre 2010.

Progetto finanziato dalla Provincia di Pisa su Bando POR Ob. 2 F.S.E. Asse  IV Capitale Umano:
Progetto TEATER – Teatro di Innovazione e Territorio: percorsi di riqualificazione professionale
Organizzato dalla Fondazione Pontedera Teatro. Corso di 400 ore (di cui 10 ore di FaD) per 12 allievi/ attori. Il progetto TEATER è nato dall’esigenza di rafforzare le competenze professionali e progettuali degli attori impegnati in gruppi, associazioni e compagnie attive nel territorio provinciale pisano; è caratterizzato dall’interazione tra formazione, autoimprenditorialità e territorio con la finalità di migliorare le opportunità di occupabilità e di sviluppo professionale degli attori e dei gruppi teatrali della Provincia.
Inizio: 20 aprile 2009
Fine: 6 ottobre 2009
Da notare che l’84% degli allievi formati nel corso di questo progetto hanno mantenuto rapporti di collaborazione con il nostro Teatro essendo impegnati in una produzione e in altre attività collaterali.

Progetto Interregionale finanziato dalla Regione Toscana su Bando POR Ob.3 F.S.E.:
Progetto Interregionale TEATRO – Percorsi Innovativi di Alta Formazione
Organizzato dalla Fondazione Pontedera Teatro. Corso di aggiornamento di 835 (di cui 10 ore di FaD) per 12 allievi/attori determinati a sviluppare e perfezionare la propria professionalità nell’ambito del teatro di innovazione.
Il Progetto è stato finanziato dal Fondo Sociale Europeo, promosso dalla Regione Toscana e realizzato in parallelo con le Regioni partner: Campania, Puglia e Valle d’Aosta. Il percorso prevedeva moduli sull’artigianato artistico, laboratori con artisti della scena e fasi di incontro e scambio con allievi e docenti dei teatri partner: Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, Cantieri Teatrali Koreja di Lecce e Nuovababette di Aosta. Progetto finalizzato alla creazione di uno spettacolo che nella fase conclusiva è stato presentato in tutte le città partner.
Inizio: 19 Novembre 2007
Fine: 23 Maggio 2008  

Progetto finanziato dalla Provincia di Pisa su Bando POR Ob.3 F.S.E.:
Progetto Tre Visioni per un Re Lear - Progetto formativo per attori nel “teatro non di repertorio”
Organizzato dalla Fondazione Pontedera Teatro. Corso di aggiornamento di 400 ore (di cui 10 ore FAD) per 12 attori, determinato a sviluppare e perfezionare diversi linguaggi scenici nell’ambito del teatro d’innovazione, basato su un confronto pratico su tre linguaggi della scena, con tre diversi registi, affrontando temi come l’improvvisazione individuale e con un partner, la drammaturgia del movimento, la drammaturgia dell’attore, la creazione in scena e la costruzione della performance.
Inizio: 10 luglio 2006
Fine: 18 dicembre 2006

Progetto finanziato dalla Provincia di Pisa su Bando POR Ob.3 F.S.E.:
Corso/Progetto “P.I.N.T.ER – Per Il Nuovo Teatro ERa”
Organizzato dalla Fondazione Pontedera Teatro. Progetto formativo biennale (2004-2005) diviso in 2 percorsi: percorso attori per una durata di 869 ore e percorso operatori 434 ore. Corso destinato a formare due figure professionali nel settore dello spettacolo: 12 ATTORI DI PROSA con specifiche competenze e abilità critiche, culturali e operative nel teatro non di repertorio; 6 OPERATORI addetti alla produzione, organizzazione e gestione di eventi spettacolari, culturali e festival.
Inizio: 10 giugno 2004
Fine:  21 giugno 2005

Conclusioni

Riteniamo che gli strumenti, ancorché empirici, utilizzati dalla Fondazione Pontedera Teatro ai fini della rilevazione dei fabbisogni, insieme alla riflessione sui dati ISFOL, della Fondazione ATER Formazione (vedi Appendice) e sui documenti della Regione Toscana (vedi sotto), siano sostanzialmente efficaci.
È mutato per contro il quadro generale; la nostra istituzione ha dato vita finora a progetti innovativi finanziati su bandi regionali e provinciali, ma nonostante un lavoro costante di ricerca e monitoraggio, si rileva oggi la quasi impossibilità di avviare progetti finanziati su bandi.
Fondazione Pontedera Teatro ha indagato anche il sistema di finanziamento di progetti di formazione per lo spettacolo funzionante nella Regione Emilia Romagna, un sistema che offre interessanti spunti per una possibile ridefinizione degli interventi nel settore a livello regionale.
Attualmente stiamo verificando la possibilità di un progetto sull’Asse V, Mobilità Transnazionale, dal momento che gli scambi internazionali hanno caratterizzato sin dall’inizio la nostra attività e quella dei teatri con i quali interagiamo maggiormente.

Per quanto concerne gli interventi di politica culturale, la Regione Toscana ha emesso recentemente la Delibera attuativa per il 2011 (n. 172 del 21.03.2011) del Piano Integrato della Cultura, che prevede un numero consistente di Progetti di iniziativa regionale dedicati al teatro, nello specifico:

• “La Toscana dei Festival”;
• “Sipario aperto. Circuito regionale dei Piccoli teatri”;
• “Le arti dello spettacolo e le giovani generazioni”;
• “Qualificare la produzione di spettacolo in Toscana”;
• Patto per il riassetto del sistema teatrale della Toscana”;
• “Sostegno alla produzione artistica degli enti di rilevanza regionale e nazionale individuati all’Art. 6 della L.R. 45/2000”.

Alla luce di queste ricerche e riflessioni e delle più recenti delibere regionali vorremmo indicare qui di seguito i punti di forza utili a ridefinire progetti di formazione per il teatro di innovazione, con la cognizione che la formazione associata alla ricerca, alla produzione, all’interazione transnazionale segni un percorso di metodo e una opportunità decisiva per superare un momento critico:

-    innovazione dei contenuti e nell’approccio alla messa in scena
-    multidisciplinarietà dei percorsi integrati e nell’approccio alla produzione artistica (danza, teatro, musica) con la finalità di migliorare le opportunità di occupabilità e di sviluppo professionale di attori e gruppi teatrali
-    connessione tra il sistema toscano dello spettacolo innovativo e la rete europea nella prospettiva della mobilità di attori e operatori
-    esperienze di mobilità transnazionale rivolte a giovani artisti e ad addetti alla produzione e promozione
-    eccellenza delle risorse professionali impegnate
-    riqualificazione dei soggetti occupati e formazione altamente qualificata dei soggetti disoccupati.


30 giugno 2011
Carla Pollastrelli

 
Appendice

Progetto interregionale per la realizzazione di Osservatori regionali nel settore delle politiche per lo spettacolo
, annualità 2008/2009, Rapporto finale, pag. 22-23

“Regione Toscana
Firenze, 28/07/2008
Regione Toscana: Ilaria Fabbri, Angela Moschini, Giancarla Brusoni
Fondazione Ater Formazione: Antonio Taormina, Cristina Gambini, Nicola Mosti
In Toscana non esiste un Osservatorio dello Spettacolo e di conseguenza non si può
parlare di un’attività di monitoraggio costante, ovvero di persone fisiche che svolgono
questo tipo di mansione. Esiste però la fase di inserimento e di archiviazione dati
finalizzata al meccanismo di finanziamento ed al soddisfacimento dei parametri
necessari per avervi accesso, ma questo tipo di attività non viene poi risolta in
momenti di riflessione e di analisi sugli andamenti economici e finanziari degli enti. La regione comunque pubblica annualmente un rapporto intitolato L’attività di
spettacolo in Toscana, che di fatto contiene dati e informazioni sugli andamenti del
settore in termini di finanziamenti - articolati per livello di governo - , di attività, di
pubblico e di occupati. Ma si lamenta comunque la mancanza di un ente
ufficialmente preposto all’attività di ricerca - come un Osservatorio permanente - che
svolga con continuità e puntualità e attività di indagine e monitoraggio. Per questo
grande attesa viene riposta nel Progetto interregionale per la realizzazione di
Osservatori regionali e nell’individuazione di un modello pertinente di Osservatorio
che aderisca alle esigenze informative della regione ed alla peculiarità del sistema
regionale dello spettacolo.
Si ritiene pertanto opportuno, da pare dei soggetti intervistati, che il nuovo Testo
Unico regionale, anche tenendo conto delle indicazioni che emergeranno dai risultati
del Progetto Interregionale, individui le modalità di costituzione dell’Osservatorio
regionale, allineando anche la Toscana a quanto già realizzato o in corso di
realizzazione in altre regioni, che adotti un sistema condiviso di rilevazione ed
aderisca ai protocolli nazionali.”


ISFOL – Fabbisogni Professionali
http://professionioccupazione.isfol.it/scheda.php?id_menu=10&id=2.5.5.2.2&limite=
ISTAT – Indagine continua sulle forze di lavoro
http://www.istat.it/strumenti/definizioni/professioni/nup/datifol/index.php?id=2.5.5.2.2
http://www.istat.it/strumenti/definizioni/professioni/nup/datifol/index.php?codice_1=2&codice_2=2.5&codice_3=2.5.5&codice_4=2.5.5.2
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